MPS:FONDAZIONE,ALLEANZA CON GRANDE BANCA,NO A CAPITALIA

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(ANSA) - SIENA, 27 APR - La Fondazione Mps guarda a possibili aggregazioni, in Italia e all'estero diluendo nel caso il proprio controllo, a patto che si tratti di un'operazione di grande respiro, con grandi banche. Non c'e' posto quindi per Capitalia nei progetti del Monte. Il presidente dell'ente senese, Gabriello Mancini, non lo dice apertamente, ''non faccio nomi, lo dice lei - risponde ai giornalisti - in assemblea sono stato chiaro'' preferisce dire al termine del suo intervento. E in effetti in aula, davanti agli azionisti traccia inequivocabilmente il profilo dell'istituto romano: ''operazioni di fusioni fra uguali a livello nazionale, che da piu' parti vengono indicate come opportune, avrebbero la sola conseguenza di rendere contendibile la ipotetica nuova entita' senza apprezzabili vantaggi in termini geografici, industriali o di sopravvivenza di lungo periodo'', sottolinea Mancini. Il numero uno di Rocca Salimbeni Giuseppe Mussari non commenta le prese di posizione del suo azionista di riferimento, che ha in mano oltre il 48% della banca, e sul tema della alleanze non va oltre. Torna a parlarne percio' sempre Mancini: la fondazione ha dato ''un mandato pieno'' all'advisor Jp Morgan per trovare una soluzione alla crescita del Monte. In quest' ottica, escludendo fusioni tra uguali in Italia e l'acquisizione di piccole banche, affidata all'eventuale esplorazione dell'istituto, l'Ente si dice ''disponibile'' anche a diluire la partecipazione in quota di minoranza ''se capiteranno opportunita' interessanti'', sia ''in Italia sia all'estero'' ma solo ''se ne varra' la pena, se il gioco vale la candela''. Per arrivare ad una soluzione c'e' tempo fino a fine anno, poi ''o rinnoviamo il mandato o prenderemo una decisione prima'' a patto pero' che ''il Monte abbia un ruolo forte'' e tenendo comunque conto che una scelta di aggregazione ''non e' obbligata''. Lo sbarramento a Capitalia sembra confermato anche dal fatto che il cda di Mps non ha mai discusso, secondo quanto riferisce l'azionista Francesco Gaetano Caltagirone, l'opzione Capitalia. ''Il Monte puo' stare da solo - spiega poi l'editore - oppure cogliere opportunita''', eventualmente anche all'estero, visto che quelle in Italia ''mi sembrano poche''. Escludendo Capitalia appaiono ancora meno. Per la banca capitolina sembra una giornata di scarso appeal perche' anche da Madrid si cerca di raffredare i rumors delle ultime settimane. Il vice presidente e amministratore delegato del Santander, Alfredo Saenz, nega infatti un'interesse per Via Minghetti: ''vorrei che fosse molto chiaro - dice in occasione della presentazione dei conti del trimestre - non siano interessanti alla quota di Abn in Capitalia''. Se per la banca spagnola, in cordata con Rbs per Abn, l'attrazione per il retail in Italia permane, oltre eventualmente al mantenimento dell'equilibrio in Mediobanca-Generali, evidentemente si indirizza in primis su Antonveneta. Una banca data da alcuni come obiettivo proprio del Mps e Mussari coglie percio' l'opportunita' della conferenza stampa post assemblea per fare chiarezza e sottolineare come l'istituto padovano non sia mai stato un obiettivo per Siena, soprattutto per il prezzo troppo elevato. Poi di strategie Mussari preferisce non parlare: ''spettano all'azionista, non sarebbe giusto fare il controcanto'' alla Fondazione, ripete piu' volte. Subito dopo chiude la giornata limitandosi a spiegare la posizione del Monte sul resto dello scenario finanziario: su Hopa, dice, ''avevamo detto che avremmo valutato il piano industriale, se ci avesse convinto avremmo tenuto la partecipazione, altrimenti no. Aspettiamo e valuteremo''. (ANSA) (17:06:00 27/04/2007)