Mercato alternativo dei capitali, arriva Caruso
Debutta sul Mercato alternativo dei capitali Raffaele Caruso, società parmense attiva nel settore dell’abbigliamento formale per uomo di alta gamma.Le negoziazioni oggi sono state scarsine e secondo quanto riportato da Borsa Italiana non è stata scambiata neanche una azione. D’altra parte il mercato alternativo è un po’ particolare. Intanto non è regolamentato. In altri termini non è soggetto al controllo della Consob e le società hanno meno obblighi di trasparenza, per cui si tratta sostanzialmente di una piattaforma di negoziazione che Borsa Italiana mette a disposizione, ma ogni iniziativa è a rischio e pericolo dell’investitore.Non per niente è rivolto ad un pubblico professionale. Operatori ammessi alla piattaforma attualmente sono Banca Aletti, Banca Akros, Banca Finnat Euramerica, Banca Intermobiliare, Centrobanca, Centrosim, Euromibiliare Sim e Reali & Associati Sim. D’altra parte è un mercato dedicato alle piccole imprese costituite nella forma di società per azioni che intendono accedere al mercato del capitale di rischio attraverso una procedura semplificata. L’esordio al Mac della società era inizialmente previsto per il 17 settembre ma era stato poi rinviato. L’attività di Raffaele Caruso è suddivisa in tre aree: il private label, ossia la fornitura di capi per boutiques, il maison, cioè la fornitura di capi ad alcuni dei principali operatori del Lusso mondiale, e la produzione a marchio proprio.La società ha chiuso l’esercizio 2006 con 43 milioni di fatturato e il primo semestre con ricavi per 26 milioni (+27%), un margine operativo lordo da 3,74 milioni (+35%) e un utile ante imposte di 3,25 milioni (+40%). Le prospettive secondo il presidente Alberto Caruso sono positive ed è possibile “prevedere una crescita per l’intero 2007 in linea con quella registrata nel primo semestre, anche se i margini derivanti dalla stagione primavera/estate saranno, secondo i dati storici, meno rilevanti”.L’offerta è stata realizzata in parte tramite vendita (15%) ed in parte tramite aumento di capitale (10%), con una valorizzazione dell’equity pari ad euro 31 milioni pre money ed è essenzialmente finalizzata a sostenere il piano di sviluppo della società nel settore del lusso made in Italy. Sponsor dell’operazione è stata Banca Popolare dell’Emilia Romagna, mentre la società di revisione dei bilanci della società è H-Audit.

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