MEDIOBANCA:GERONZI,NON SCAMBIATO FUSIONE CON PRESIDENZA
(ANSA) - MILANO, 29 SET - La nomina di Cesare Geronzi alla presidenza del consiglio di gestione di Mediobanca non e' mai stata sul tavolo come merce di scambio per il via libera alla fusione tra Unicredit e Capitalia. Lo ha rivendicato l' ex 'patron' dell'istituto capitolino, oggi vice presidente Unicredit e, appunto, presidente in Piazzetta Cuccia, svelando che a caldeggiare una sua presidenza di Mediobanca e' stato lo stesso Vincenzo Maranghi, il banchiere recentemente scomparso, gia' delfino di Enrico Cuccia e per anni alla guida dell'istituto. Geronzi e' intervenuto all' 'Integration day' della nuova Unicredit, convention dei massimi dirigenti del gruppo dal significato piu' che simbolico, alla luce di una fusione tra Unicredit e Capitalia, che sara' pienamente operativa a partire da lunedi'. ''Noi, e men che meno io, non abbiamo mai pensato di vendere Capitalia per avere come contropartita la presidenza di Mediobanca - ha detto il banchiere di Marino -, Non ho mai perseguito cariche, ma ho sempre fatto quello che gli altri hanno voluto che facessi. Se l'ho fatto e' perche' qualcuno ha pensato che fossi l'unico che potesse farlo''. Quindi, ha concluso Geronzi, ''non ho ceduto nulla a Profumo come compenso per un appoggio alla carica di presidente e lui puo' testimoniarlo''. Poi, il colpo di teatro su Maranghi, l'ex amministratore delegato di Mediobanca, scomparso a meta' luglio: ''Prima della sua morte Maranghi mi disse se volevo essere presidente di Mediobanca'', ha detto Geronzi. ''Da circa quattro anni questi due signori'', ha spiegato riferendosi a se stesso e all'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, ''hanno concorso a riportare la calma nella gestione del mondo Mediobanca e contribuito al riassetto azionario che negli ultimi tempi di Maranghi aveva subito delle deviazioni''. In pratica, con quest'ultimo inciso lo stesso Geronzi ha ricordato i trascorsi non certo facili con Maranghi, visto che erano stati proprio Profumo e Geronzi a guidare la ronda che ha portato poi all'uscita di Maranghi dall'istituto. Quel poco che si e' appreso degli ultimi giorni di vita del banchiere, del resto, sembrano confermare contatti sereni. E, sotto la presidenza di Geronzi, l'ultima relazione di bilancio di Mediobanca ne ha ricordato la figura di Maranghi come ''artefice delle fortune'' di Piazzetta Cuccia. Geronzi, comunque, ha ricordato che l'integrazione tra Unicredit e Capitalia, ''e' stata fatta perche' e' un'integrazione necessaria. Mentre cio' che e' avvenuto dopo e' anche dovuto al nuovo sistema dualistico''. ''La semplificazione di alcune parti della stampa e' sotto gli occhi di tutti - ha detto -, cui si aggiunge la malignita' di chi si trova sconfitto sul campo''. Un riferimento implicito, parrebbe, al dibattito che si e' aperto con Intesa Sanpaolo e il cui obiettivo parrebbe il potere sulle Generali. (ANSA).(19:19:00 29/09/2007)

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