Intesa Sanpaolo: è sfida sugli sportelli in eccesso

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Intesa Sanpaolo ancora al centro dell’attenzione. Scaduto a mezzogiorno il termine massimo per la presentazione delle offerte per quei 198 sportelli la cui vendita l’Antitrust ha imposto. Secondo indiscrezioni la base d’asta dovrebbe essere fra gli 1,3 e gli 1,5 miliardi di euro, una cifra molto elevata che denota bene lo scontento della superbanca per nuove cessioni dopo quelle, obbligate anch’esse, di Cariparma e Friuladria.I concorrenti dovrebbero essere undici istituti di credito: si parla di B.Carige con Credito Valtellinese, B.P.Bari e Veneto Banca, B.Mps, Cariparma, B.P.Vicenza, B.P.Milano, Antonveneta e Barclay’s. Recentemente anche la Banca popolare dell’Emilia Romagna ha detto di lavorare a un’offerta che oggi dovrebbe finire, con le altre, sulla scrivania di Corrado Passera.Secondo gli osservatori da bordo campo il Monte dei Paschi di Siena e il Credit Agricole, che già si è aggiudicato un piccolo feudo del credito fra Parma e il Friuli, sarebbero fra i partecipanti più agguerriti. Entrambi gli istituti hanno voglia e bisogno di accrescere la propria rete in Italia, un mercato che è sempre più popolato da giganti che rischiano di schiacciarli.Si registra anche qualche assenza illustre come quella di Unipol che a sorpresa ha detto di non essere interessata a un’offerta, lasciando qualche analista nel dubbio che i prezzi per quegli sportelli siano schizzati troppo, oppure che per via Stalingrado il gioco non valga la candela, viste anche le sovrapposizioni che parte del pacchetto di Intesa genererebbe. La fila per gli sportelli rimane assai compressa e le decisioni di Intesa Sanpaolo sono attese in giornata. La short list temporanea dovrebbe limitarsi a tre offerenti. Di più non si può perché l’operazione è complicata e l’Antitrust ha imposto che la cessione si concluda per la fine di settembre. Il tandem Bazoli-Passera, d’altra parte, non ha alcuna intenzione di sforare: la maxifusione ha già creato troppi attriti con le varie authority.