Intercettazioni, Mastella blinda la procura

"La politica non deve essere disinteressata a questioni di questo tipo ma non deve mai utilizzare in alcun modo, in maniera prepotente, strumenti per condizionare i processi di mercato". Lo ha detto Nicola Latorre, vice presidente dell'Ulivo al Senato, intervenendo questa mattina alla trasmissione Omnibus di La7.Negli stralci di intercettazioni pubblicati da Il Corriere della Sera il senatore compare in una telefonata del sette luglio 2005 con Giovanni Consorte, il quale è alla ricerca della liquiditá necessaria a conquistare Bnl: "Sto qua con i nostri amici banchieri a vedere come cavolo facciamo a rimediare 'sti soldi". E Latorre risponde: "Ah, te l'ho detto, firmo io le fideiussioni. Non rompere, stai tranquillo". "Ma tu non sei credibile con i soldi - risponde Consorte - non c'hai una lira... Tu mi porti solo debiti". "Se c'è una cosa che non ti porto, sono i debiti", chiude Latorre. "Guai se i politici utilizzassero la loro funzione o il loro ruolo per ottenere benefici personali ma la politica - ha spiegato Latorre - non deve nemmeno essere disattenta rispetto a questi processi. La linea di confine sta nel rispetto delle regole e in un atteggiamento etico dal punto di vista individuale". Rispetto alle intercettazioni, secondo Latorre "la notizia non c'è, e non c'è nulla di penalmente rilevante. Questa gogna mediatica mi dispiace e mi amareggia".Intanto il ministro della Giustizia Clemente Mastella non trova di meglio che annunciare un'indagine sui magistrati: "Siamo fuori dalla norma o al limite della norma, ma comunque fuori dalla consuetudine di comportamento seguita fino a oggi da altri giudici". "Chiederò - aggiunge - un'ulteriore relazione ai presidenti Grechi e Pomodoro per verificare se la legge è stata violata"."Non monto la garitta per difendere i miei colleghi", spiega.Secondo Mastella non tutto quello che si dice tra amici deve essere per forza riportato all'opinione pubblica. E ritorna sul tema del disegno di legge sulle intercettazioni: "Capisco che al Senato la situazione è complicata, ma approvare quel provvedimento è un dovere". Per questo, dice Mastella "bisogna riprenderne subito l'esame".