Impregilo: per i rifiuti campani ci vuole un prefetto
Impregilo chiama Bruno Ferrante, ex Prefetto ed ex-candidato sindaco di Milano, alla gestione del suo più spinoso problema del momento: i rifiuti campani. Un problema che per la società che ha nel board cognomi illustri della finanza italiana come Ligresti e Gavio è davvero grave, dal momento che ha comportato il sequestro di linee di credito per 750 milioni di euro e l’interdizione da ogni contratto con la pubblica amministrazione per un anno. Per capire quanto sia centrale la questione per Impregilo basta guardare il grafico del titolo: i prezzi nel giorno dell’annuncio delle sanzioni sono praticamente precipitati.D’altra parte si parla di un caso di rilievo persino europeo, dopo lo sconcerto espresso dalle istituzioni comunitarie per l’emergenza dei rifiuti campani. Ma Impregilo che c’entra? C’entra eccome. Perché Impregilo è la società che dovrebbe costruire il contestatissimo termovalorizzatore di Acerra. Impregilo è soprattutto la società che doveva raccogliere i rifiuti e trasformarli in Cdr, ossia trattarli perché fossero adatti ad essere bruciati da un termovalorizzatore. Non risulta invece che tutto questo sia stato fatto. Anzi, secondo la stampa e come risulta pure da un’audizione alla Camera del sostituto procuratore delle Repubblica presso il tribunale di Napoli Giuseppe Noviello, "l'esito di queste relazioni chimiche è stato negativo". Lo ha raccontato nel febbraio 2005 Noviello a Tommaso Sodano, presidente della Commissione parlamentare che seguiva il caso. "Il potere calorifico – ha detto Sodano - che è uno dei parametri che consente di configurare la balla come CDR, era inferiore a quelli di legge. Così ancora i parametri dell'umido e, in alcuni casi, anche altre sostanze, come ad esempio il cromo, sono state rilevate fuori parametro". In termini meno tecnici nella maggior parte dei casi analizzati dalla Procura di Napoli e dai suoi consulenti quelle che dovevano essere delle balle di rifiuti trattate per non nuocere erano delle balle di rifiuti punto e basta. Ciò insospettì e rese ancora più teso il clima e giustifica l’ostruzionismo delle comunità locali al caso. Un caso che si andava sempre più gonfiando anche perché chiama in causa l’attuale presidente della Regione Campania Antonino Bassolino nel ruolo di commissario straordinario del Governo per l’emergenza rifiuti, il suo vice Raffaele Vanoli e il subcommissario Giulio Facchi, finiti nel registro degli indagati insieme ai responsabili e proprietari di Impregilo.Oggi la società cerca chiaramente di tirarsi fuori da questa brutta faccenda di incuria e difficoltà e comincia dall'immagine. Chiama così Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano con un passato di lotte al malaffare e alla corruzione a guidare le società incriminate. Una domanda però si fa immediatamente strada. Che c'entra il curriculum di Ferrante con i rifiuti campani? Stiamo parlando di un uomo che è partito dal ministero degli Interni per arrivare alle prefetture di Pavia prima e di Milano dopo; un giudice e un uomo delle istituzioni dal curriculum immacolato che è chiamato da una società a guidare le sue controllate finite nel mirino di altri giudici. Nella speranza che comunque la new entry riesca a risolvere un problema tanto grave, così su due piedi sembra quasi come se, investita una persona con la propria auto, si chiamasse prima l'avvocato del medico.

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