Gnutti&Co, 1,6 miliardi di multa: torna l'incubo Telecom
Articolo redatto da Yattaman con la collaborazione di RivaSettimana dura per Hopa, la finanziaria controllata da Emilio Gnutti. È riemersa infatti una vicenda di evasione fiscale trascinata per anni e che pareva accontonata. La questione risale al 2001, quando la holding lussemburghese Bell, controllata da Hopa, cedette il 22,5% di Olivetti a Tronchetti Provera. La quota della storica azienda di Ivrea portava con sè anche il controllo di Telecom. Il punto è che su quella cessione Bell, essendo una società lussemburghese, non pagò le imposte sulle plusvalenze al fisco italiano. A più riprese la Guardia di Finanza esaminò il problema, per capire se quella società in effetti dovesse o meno pagare l’erario italiano. Fino all’epilogo di questi giorni: l’Agenzia delle Entrate ha notificato ai soci e agli amministratori di Bell un accertamento fiscale da quasi 2 miliardi di euro e stamane alcuni quotidiani parlavano di una maximulta da 1,6 miliardi. Si tratta di soldi che dovrebbero tirare fuori gli azionisti della holding lussemburghese: Hopa e Gp Finanziaria, ma anche Unipol e Monte dei Paschi. Intanto Hopa è già scesa sul piede di guerra e ha dichiarato: “Sembra un provvedimento balneare”. In effetti le conseguenze per la finanziaria di Gnutti potrebbero essere molto pesanti, già qualche mese fa su Hopa si erano scatenate le mire di Giovanni Bazoli. Allora il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo aveva tentato senza successo di espugnare la rocca bresciana assediata dai debiti dopo i fallimenti di Gnutti al fianco dei furbetti. Successivamente era stato stretto un patto fra Palladio, merchant bank di alcuni imprenditori veneti e di veneto Banca, e Fingruppo, primo socio di Hopa. Un accordo che adesso il rischio di un contenzioso miliardario rischia di far saltare.Secondo la ricostruzione a firma di Carlo Bonini su La Repubblica di oggi, la novità di oggi sarebbe legata all’avvicendamento dei vertici del corpo di controllo fiscale dello Stato. Per diverse volte dal 2001 la Guardia di Finanza avrebbe stabilito che Bell, essendo di diritto lussemburghese, non aveva oneri verso il fisco italiano. La procura di Milano però avrebbe tenuto duro reiterando la domanda finché alla Guardia di Finanza non hanno cambiato idea. Secondo la ricostruzione di Repubblica quello che è accaduto è che i cambi ai vertici della Guardia di Finanza intervenuti con la vittoria delle elezioni del 2006 del centrosinistra hanno modificato l’orientamento dell’ufficio 1 della Gdf di Milano. Questa almeno una delle teorie. Qualcuno però butta acqua sul fuoco. Il legale di Hopa Massimo Dinoia, raggiunto dall’agenzia stampa MF-Dow Jones, si dichiara totalmente certo dell’insussistenza del fatto contestato e ricorda alcune conclusioni in merito della stessa Agenzia delle Entrate e di tre diverse consulenze disposte dalla Procura di Milano. La domanda a qusto punto è: molto rumore per nulla?

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