G7: ECONOMIA RESTA SOLIDA, CINA ACCELERI SU YUAN /ANSA
(ANSA) - WASHINGTON, 20 OTT - L'intonazione dell'economia mondiale e' buona, nonostante le turbolenze sui mercati finanziari causate dai mutui subprime, grazie alla ''solida'' crescita dei Paesi emergenti. Il G7 finanziario, tenutosi al Dipartimento del Tesoro Usa, al quale hanno preso parte il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, mette in guardia dai rischi che hanno un potenziale dirompente. Gli alti prezzi del petrolio volati oltre il record di 90 dollari al barile, il problema dei mutui e la debolezza del settore immobiliare Usa, e la questione dell'eccessiva volatilita' delle valute che si esprime nell'invito alla Cina ad accelerare sulla rivalutazione dello yuan. RESTA INCERTEZZA SU CRISI MUTUI - Le turbolenze subprime hanno ridotto il capitale disponibile per le banche a sostegno dell'economia creando una situazione che, secondo Draghi, potrebbe contrarre i finanziamenti. ''C'e' il timore - dice nel corso della conferenza stampa al termine del G7 tenuta insieme al ministro Padoa-Schioppa - che questo porti alla restrizione creditizia''. Nonostante l'azione efficace delle banche centrali, ''c'e' il problema - rileva - che la liquidita' iniettata non raggiunge ancora alcuni settori del sistema finanziario''. Il governatore ha illustrato, in qualita' di presidente del Finacial Stability Forum, ''un'ottima presentazione delle cause delle recenti turbolenze dei mercati finanziari'', come ha osservato il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson. ''L'enfasi della discussione e' stata sull'importanza dell'essere vigili e sulla analisi approfondita per non ripetere gli errori che hanno portato alle recenti turbolenze'', ha aggiunto Paulson. CINA AGISCA PIU' VELOCEMENTE SULLO YUAN - Il G7 ''apprezza la decisione della Cina di aumentare la flessibilita' della sua moneta, ma a causa del suo crescente surplus e dell'inflazione sollecita la necessita' di pervenire a un accelerato apprezzamento del suo effettivo tasso di cambio''. La Cina resta quindi il bersaglio principale dell'azione dei Sette Grandi. Quanto alle altre valute, resta l'invito contro ''l'eccessiva volatilita''' e quello sull'auspicio che ''le valute rispecchino i fondamentali dell'economia''. ''Vogliamo un dollaro forte. Un dollaro forte e' nel nostro interesse'', ribadisce Paulson che si dice ''incoraggiato'' dai progressi fatti dalla Cina nel mostrare piu' flessibilita' per la sua moneta. Ma Pechino dovrebbe muoversi piu' rapidamente su questa strada - ha aggiunto - ''I dirigenti cinesi difendono l'approccio cauto parlando dell'esigenza di non turbare la stabilita'. Ma a mio giudizio un approccio lento presenta ancora piu' pericoli alla stabilita'''. PAESI EMERGENTI GUIDANO LA CRESCITA - Se lo scenario dell'economia si mantiene positivo, il merito e' dei Paesi emergenti, Cina in testa. ''Sono aumentati i rischi di frenata - ammette in conferenza stampa il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker - ma le economie emergenti mantengono un buon passo''. E la crescita - rileva Padoa-Schioppa - continuera'. Ci sono rischi al ribasso, un rallentamento, non una frenata''. PETROLIO RECORD, SUPEREURO ATTENUA BOLLETTA ENERGIA - ''Sulle quotazioni del greggio non abbiamo fatto previsioni e sviluppato proiezioni'', dice il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, che non nasconde pero' la preoccupazione per la corsa dell'oro nero. ''Credo che il problema dell'energia ci accompagnera' per molti anni'', osserva sul punto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. ''Il rincaro del petrolio - aggiunge - e' una cosa pesante da assorbire, ci aiuta l'euro forte, perche' ci riduce di molto la bolletta petrolifera''. FONDI SOVRANI E RIFORMA FMI - I fondi sovrani, che stanno acquistando sempre piu' peso nella stabilizzazione dei mercati finanziari, necessitano di regole di condotta, improntate alla stabilita' e alla trasparenza. ''Non si tratta di un problema semplice - rileva Padoa-Schioppa, che oggi presiedera' l'International Financial and Monetary Committee - perche' riguarda la liberta' dei movimenti dei capitali e degli scambi, ma anche le interferenze prevedibili tra obiettivi economici e strategie politiche''. I Sette Grandi, infine, riaffermano il loro ''impegno alla realizzazione di un ambizioso pacchetto di riforme di fondo dell'Fmi'', a partire da quella delle quote di rappresentanza dei Paesi emergenti che devono riflettere meglio la realta' dell'economia mondiale e in particolare il crescente ''ruolo ricoperto dai membri piu' dinamici, molti dei quali sono mercati emergenti''.(ANSA). (04:26:00 20/10/2007)

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