FMI: RALLENTA CRESCITA MONDO,ITALIA DELUDE SU TESORETTO/ANSA
(ANSA) - WASHINGTON, 17 OTT - La crisi dei mutui subprime pesa sull'economia mondiale e il Fondo monetario internazionale rivede al ribasso le stime di crescita del 2008, tagliandole dello 0,4% rispetto alle ipotesi di luglio, fino al 4,8%. Alla sforbicata non sfugge l'Italia (dall'1,7% all'1,3%), che ''delude'' gli esperti del Fondo su tesoretto non destinato solo al ''consolidamento fiscale'' (ma anche per far fronte a nuove spese) e sulle mancate riforme. Se da un lato gli Usa (e di riflesso Eurolandia e Giappone) frenano, la Cina (+11,5% nel 2007 e +10% nel 2008) sara' per la prima volta nella storia ''il maggior contributore'' al Pil globale. Secondo il World economic outlook, che e' stato presentato ufficialmente oggi, i Paesi emergenti, pur accusando qualche lieve colpo, bilanciano l'incertezza delle economie piu' sviluppate, con Cina, India e Russia che peseranno per il 50% nella crescita globale, come gia' fatto nell'ultimo anno. L'Fmi mette in guardia sull'evoluzione della congiuntura: \"i rischi restano fermamente ancorati ai timori che le tensioni sui mercati finanziari continuino, facendo scattare un rallentamento globale piu' marcato\". Altri fattori di rischio sono l'inflazione e l'ampliamento degli squilibri globali, che nel complesso, consentono di formulare agli esperti del Fondo la possibilita' di crescita mondiale sotto il 3,5% nel rapporto di uno a sei. In Eurolandia, il Pil a fine 2007 sara' al 2,5% (-0,1% rispetto a luglio), per scendere a fine 2008 al 2,1% (-0,4%); per gli Usa il 2007 si attestera' all'1,9% (-0,1% rispetto alle previsioni di luglio) e allo stesso livello del 2008, scontando un taglio dello 0,9% e dovendo fare i conti con un aumento del rischio recessione. In Giappone l'economia avra' un rialzo del 2% nel 2007 (-0,6%) e dell'1,7% nel 2008 (-0,3%). L'India avra' un +8,9% (-0,1%) e all' 8,4%, mentre la Russia conferma il 7% e vede limato dello 0,3%, al 6,5%, il Pil del 2008. Le proiezioni, si legge ancora nel rapporto, si basano sulle aspettative di ritorno graduale della liquidita' sui mercati, sull'azione della Federal Reserve per un taglio dei tassi d'interesse prima della fine dell'anno in corso, con un taglio ''di 50 punti base'', con Banca centrale europea e Banca centrale del Giappone invece ferme. La forte domanda di petrolio, soprattutto da parte di economie emergenti e Usa, manterra' le quotazioni elevate fino alla conclusione del 2008'' con una possibilita' su 6 che i prezzi superino i 95 dollari. ''E' il greggio che preoccupa'', commenta il capo economista del Fondo, Simon Johnson, presentando il Weo, definendo ''sana'' la svalutazione del dollaro che puo' ancora perdere terreno. Sui conti pubblici italiani, gli esperti del Fondo stimano un deficit al 2,1% nel 2007 e al 2,3% nel 2008 (il debito/Pil e' rispettivamente al 105,3% e al 104,2%), oltre a ricordare che in base al Patto di Stabilita' i Paesi dell'area dell'euro ''che non hanno ancora raggiunto i propri obiettivi di medio termine sono tenuti a fare aggiustamenti di almeno lo 0,5% di Pil all'anno''. Obiettivo che ''sembra improbabile da raggiungere in alcuni Paesi tra cui Francia (che ha recentemente approvato un pacchetto di tagli di tasse) e in Italia (dove il governo ha ridotto l'aggiustamento di bilancio per il 2007 nonostante il significativo aumento delle entrate)''. Giudizio positivo, invece, sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione e' atteso al 6,5% quest'anno e stabile nel 2008), con un apprezzamento per l'introduzione della Legge Biagi e il progressivo restringimento del cuneo fiscale che grava sul lavoro dipendente. ''Il governo italiano ha un piano di riforme ambizioso, ma ha difficolta' ad attuarle'', spiega il vice direttore del dipartimento ricerche dell'Fmi, Charles Collyns. ''C'é delusione per il fatto che il governo non sia stato in grado di realizzare le riforme in programma''. E' importante, conclude, \"avere un mercato del lavoro flessibile e dinamico perché aumenterebbe l'occupazione, mentre la riforma delle pensioni puo' aiutare la sostenibilita' del sistema, visto l'invecchiamento della popolazione\". (ANSA) (19:41:00 17/10/2007)

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