FED: TASSI FERMI, FOCUS PRINCIPALE RESTA SU INFLAZIONE
(ANSA) - NEW YORK, 7 AGO - La Federal Reserve valuta ancora una volta l'inflazione come il primo motivo di preoccupazione, ma riconosce al tempo stesso i rischi di un rallentamento della crescita economica come riflesso delle turbolenze dei mutui 'subprime', quelli ad alto rischio ed elevata remunerazione. Il Federal Open Market Committee, il braccio operativo della Fed, lascia all'unanimita', in linea con le attese, i Fed Funds per la nona volta al 5,25%, tenendoli allo stesso livello da oltre un anno. Deluse, invece, le aspettative su possibili segnali di cambio di rotta nel medio periodo, al punto che i derivati sui tassi Usa riducono al 20%, dal 46% di ieri, la possibilita' implicita di alleggerimento del costo del denaro a settembre. Wall Street, nell'immediato, inverte la rotta e passa in territorio negativo, con gli indici che sfiorano perdite intorno all'1% per poi recuperate lentamente terreno. I banchieri centrali, riuniti sotto la presidenza di Ben Bernanke, osservano che la crescita economica e' stata moderata durante la prima parte dell'anno e, malgrado la volatilita' dei mercati abbia caratterizzato le ultime settimane, il quadro generale della congiuntura si conferma positivo. Nelle ultime settimane, si legge nella nota di riassunto dei lavori del Fomc, ''le condizioni del credito per alcune famiglie e imprese sono piu' rigide, e il mercato immobiliare prosegue la sua fase di correzione''. L'economia ''continuera' probabilmente a espandersi a un ritmo moderato nei prossimi trimestri, in scia alla solida crescita dell'occupazione e dei salari e alla robusta crescita globale''. L'inflazione, sulla base dgli ultimi dati della componente 'core' (al netto cioe' di energia e alimentari), ''e' migliorata modestamente negli ultimi mesi. La sostenuta moderazione delle pressioni inflattive, tuttavia, e' ancora tutta da dimostrare in maniera convincente''. Per questo, malgrado i rischi di frenata della crescita economica, ''la preoccupazione predominante della Fed e' che l'inflazione non si segni la moderazione come invece attesa''. In base a queste considerazioni, ''le future decisioni in materia di tassi - riprendendo una collaudata formula introdotta durante la presidenza di Bernanke - dipenderanno dalle prospettive sia del costo del denaro che della crescita economica''. Il target di riferimento resta l'inflazione, ma ora si dovra' attendere la reazione dei mercati finanziari nelle prossime sedute dopo le turbolenze che hanno colpito Wall Street per i timori della tenuta del settore subprime. Per Bernanke, lo scenario con il quale fare i conti e' quello di un rallentamento dell'economia, con la consapevolezza dei rischi generati dalle ricadute del deterioramento della qualita' del credito. Dall'altro lato, la dura battaglia per il contenimento dei prezzi e delle spinte dell'inflazione. (ANSA). (21:28:00 07/08/2007)

RSS