ENI: SCARONI, PIU' FORTI IN LIBIA,VALE PIU' DI KASHAGAN/ANSA

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(ANSA) - TRIPOLI (LIBIA), 16 OTT - Altri 25 anni di contratti garantiti, 3 miliardi in piu' di gas da portare in Italia, nuove aree da esplorare per accrescere ''notevolmente'' la propria produzione di gas e petrolio nel paese. L'Eni cresce ancora in Libia e, confermando il proprio ruolo di primo operatore, mette a segno un intesa strategica con la Noc, la compagnia petroilifera statale: un accordo che prevede investimenti (ripartiti al 50% tra le due societa') per 28 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni per rafforzare la collaborazione. Collaborazione ''strategica'', spiega l'ad del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni, anche perche' - sottolinea - ''la Libia vale piu' del doppio di Kashagan'', il maxi giacimento kazaco per il quale e' in corso la lunga negoziazione con il governo di Astana. La produzione in Libia in quota Eni si aggira sui 280-290 mila barili al giorno, spiega infatti l'ad ricordando come nella prima fase da Kashagan si attendano invece 50 mila barili al giorno. Scaroni vola cosi' a Tripoli per firmare quello che il gruppo definisce un accordo ''storico'' . Un'intesa che consolida ulteriormente il ruolo dell'Eni nel Paese, garantendogli non solo il prolungamento delle concessioni per altri 25 anni (le nuove scadenze slittano cosi' al 2042 per il petrolio ed al 2047 per il gas), ma anche l'espansione delle aree produttive nelle zone attigue ai giacimenti. Come dire nuove oportunita' di esplorazione e produzione per le quali l'Eni ha messo sul piatto la previsione di un investimento di 800 milioni di dollari nei prossimi 6-7 anni. E che serviranno a creare - ha aggiunto Scaroni - ''produzione aggiuntiva e sostituzione delle riserve in esaurimento''. Ma punto cruciale dell'intesa e' anche il gas, ''forse l'aspetto piu' importante'', dice Scaroni: aumenta di 3 miliardi di metri cubi l'anno, a 11 miliardi dal 2011, il gas che l'Eni portera' in Italia con il GreenStream, il gasdotto Mellita-Gela che gia' porta in Italia 8 mld di metri cubi destinati a contratti con operatori elettrici (l'Eni per i tetti antitrust non puo' crescere in Italia). Il gruppo petrolifero costruira' inoltre un impianto di liquefazione capace di produrre 5 miliardi di metri cubi di gas ''diretto - ha aggiunto Scaroni - dove vuole il mercato o ci sono rigassificatori''. E mentre il ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, commenta l'accordo definendolo ''un passo importante per la sicurezza energetica e per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici del nostro Paese'', Scaroni ricorda che ''l'Europa e' assetata di gas, ne ha bisogno'' e accordi come quelli firmati oggi a Tripoli rappresentano una risposta concreta. E testimoniano i buoni rapporti tra Italia e Libia - gli ha fatto eco il presidente della Noc Shukri Ghanem - contribuendo a creare ''le basi per una piu' ampia collaborazione, anche in altri settori, tra i due paesi''. ''Continueremo a crescere in Libia'', aggiunge poi Scaroni spiegando che il gruppo, dopo la rinegoziazione chiusa oggi dei contratti gia' esistenti, resta alla finestra anche per nuove gare. E senza nascondere un ruolo di 'privilegio': quando, nel periodo dell'embargo negli anni Ottanta e Novanta le compagnie Usa e inglesi sono andate via, ''l'Eni e' rimasto e siamo cresciuti fino a diventare il primo operatore''.(ANSA)(17:14:00 16/10/2007)