ENI:PUNTA A INGLESE BURREN;KASHAGAN,DA LUNEDI'SI TRATTA/ANSA

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(ANSA) - ROMA, 9 OTT - Mentre si rimette in moto la trattativa con il Kazakhstan per il giacimento petrolifero di Kashagan e, con l'invito di Prodi a ''fare in fretta'', da lunedi' si negoziera' sulla base di una piattaforma di richieste definita da Astana, l'Eni continua a puntare sull'inglese Burren Energy. Anche se per ora incassa il 'no' della compagnia petrolifera Uk - attiva, tra l'altro, in Congo e Turkmenistan -che ha deciso di rinviare al mittente l'offerta, il 'cane a sei zampe' potrebbe non fermarsi e dopo l'offerta 'esplorativa' bocciata, potrebbe prepararsi ad una nova mossa. La compagnia italiana ha formulato per Burren una prima offerta indicativa di 1.050 pence per azione, pari a circa 3 miliardi di euro complessivi, mettendo cosi' sul piatto un premio del 29% sulla media dei prezzi degli ultimi tre mesi. Ma il cda del gruppo britannico non ha accettato ne' l'ipotesi formulata da Eni, ne' le richieste arrivate da altri soggetti, che si erano fatti avanti offrendo fino a un massimo si 1.100 pence. Tutte le proposte sono state giudicate al di sotto, e di un ''margine significativo'', del reale valore della societa', che oggi ha preso il volo alla Borsa di Londra, chiudendo in rialzo del 27,98% (Eni a Piazza Affari ha chiuso a +1,20%). Al momento non c'e' nessun impegno dell'Eni a passare ad un'offerta formale dopo quella 'esplorativa' andata a vuoto. In ogni caso il gruppo guidato da Paolo Scaroni ha richiesto di ''svolgere una limitata attivita' di due diligence'' per ''ottenere un impegno irrevocabile di vendita da parte dei principali azionisti della societa' e l'espressione favorevole del cda di Burren'', riservandosi di derogare a tali condizioni se decidesse di lanciare un'opa. Per Eni acquisire la societa' inglese significherebbe avere accesso ai giacimenti in Turkmenistan ed espandere la propria partecipazione nella concessione M'Boundi, nella Repubblica del Congo. Pochi mesi fa, a maggio il gruppo italiano ha acquisito gli asset in Congo della francese Maurel & Prom e ha ottenuto tra l'altro il ruolo di operatore per M'Boundi (con una quota del 43,1%), cedendo poi a Burren una partecipazione del 5,5%. Ma le attenzioni di Scaroni restano focalizzate soprattutto sul Kazakhstan, dove oggi si e' conclusa la visita del premier, Romano Prodi, alla quale ha partecipato anche il numero uno dell'Eni. Astana punta ad ottenere una diversa gestione e un maggior controllo del consorzio, guidato da Eni, incaricato dello sviluppo del maxi-giacimento e ha messo a punto una piattaforma di richieste definite ''negoziabili'' dal ministro dell'Energia Suat Mynbayev. La trattativa entrera' nel vivo da lunedi' 15 ottobre, ha assicurato il ministro. L'obiettivo e' dirimere il contenzioso su Kashagan, con le autorita' di Astana che nelle scorse settimane sono arrivate a bloccare i lavori per motivi ambientali e a minacciare richieste di risarcimento per l'aumento dei costi. Ora i toni sono piu' concilianti. Scaroni e' ottimista e giudica ragionevole il termine della fine dell'anno per chiudere la trattativa: ''Andiamo velocemente verso un'intesa: c'e' fiducia, sono stati fatti passi avanti''. Prodi, che oggi con Scaroni ha visitato il campo di Kashagan, invita a superare l'empasse: ''Piu' in fretta si fa, meglio e'. Chiedo a tecnici e gestori di fare questo grande sforzo. Avrebbe un ampio significato politico, c'e' in gioco il rapporto tra due popoli''. (ANSA).(18:53:00 09/10/2007)