Eni in Kazakhstan, tanto ottimismo nell'aria
“Vedo la voglia di arrivare a una soluzione anche se la trattativa è articolata e di non facilissima soluzione”. In questa frase dell’ad di Eni Paolo Scaroni è sintentizzato il senso di questa giornata di consultazioni ai massimi livelli tra l’Italia e il Kazakhstan. Il negoziato, ha aggiunto Scaroni, “è appena iniziato. Abbiamo ricevuto le richieste del Governo kazako venerdì e dobbiamo esaminarle all’interno del consorzio”.E’ vero che la legge mineraria approvata di recente dal parlamento kazako permetterà di rompere i contratti con le compgnie straniere in caso di “minaccia alla sicurezza nazionale”. Ma Scaroni per il momento ostenta ottimismo: “Non credo che questa legge sia stata approvata, è ancora nel pipeline. E’ una legge scarsamente utile e rischia di non essere un elemento positivo”. “Non è ancora in Gazzetta Ufficiale, come diremmo in Italia - ha detto - quando verrà approvata la rispetteremo”. La visita di Prodi ha creato però un clima “positivo” intorno al negoziato, anche se, dice Scaroni, la trattativa deve essere condotta “commercialmente e dal consorzio” senza troppe interferenze politiche. “Questi negoziati - ha aggiunto - sono un affare commerciale e un affare del consorzio. Non c’è in mezzo nè la politica nè l’Eni”.Tanto, suggerisce l’ad del cane a sei zampe, c’è tempo: il 22 ottobre “non è una scadenza rigida”. Una deadline “ragionevole” a cui fare riferimento potrebbe essere perciò quella di “fine anno”. “Un lavoro da 19 miliardi di dollari - ha aggiunto - si fa solo se si va d’accordo. Serve dunque un’intesa di fondo”. Ma l’ad del cane a sei zampe deve anche guardarsi le spalle. Il consorzio è ampio: ne fanno parte Eni (18,52%), ExxonMobil (18,52%), Shell (18,52), ConocoPhillips (9,26%), Inpex (8,33%) e KazMunayGas (8,33%) e qualcuno dei membri potrebbe approfittarne per scalzare gli italiani dalla guida del progetto. Per ora Scaroni getta acqua sul fuoco: “C’è un clima unitario - ha detto - c’è la volontà comune di trovare una soluzione. Poi siamo società in competizione in giro per il mondo”.Sulla richiesta di aumentare la quota all’interno del consorzio da parte della società petrolifera kazaka, la Kazmunaigas, Scaroni ha risposto che si tratta di “una richiesta presentata”, ma che sarà il consorzio a decidere in merito. Un’ipotesi del genere, ha aggiunto, si potrebbe realizzare “solo all’interno di un riassetto complessivo del consorzio stesso”. Rimane però il fatto che questa potrebbe essere “una delle soluzioni” del negoziato.Le incertezze legate al progetto hanno spinto gli investitori alla cautela e il titolo ha chiuso sostanzialmente in parità, lasciando sul terreno appena un decimo di punto percentuale, a quota 25,92 euro.

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