ENEL:CON ACCIONA HA 92% ENDESA;CONTI,ORA MULTINAZIONALE/ANSA
(ANSA) - ROMA, 5 OTT - Ci sono voluti piu' di due anni, ma la battaglia per la conquista di Endesa puo' dirsi conclusa. Al termine della loro offerta, Enel ed Acciona hanno messo le mani sul 92% del gruppo spagnolo, avendo raccolto adesioni pari al 46,05% del capitale di Endesa che si sommano alla quota complessiva del 46,01% gia' in possesso della cordata. ''Una buona notizia per gli azionisti'', ha subito commentato l'amministratore delegato Fulvio Conti, ''siamo diventati una multinazionale energetica''. Il nuovo gruppo, infatti, vanta una capacita' produttiva nell'ordine dei 100.000 MW sparsi praticamente in tutto il mondo, con 60 milioni di clienti in 20 diversi Paesi, di cui 11 milioni in America Latina e 12 nella Penisola iberica. Il 'nuovo' mix energetico vedra' la prevalenza delle energie verdi, pari al 37% della potenza produttiva, seguite dal termoelettrico (26%) e da petrolio e carbone (24% complessivamente). Arriva cosi' a conclusione una gara apertasi il 5 settembre del 2005, quando Gas Natural presento' la sua offerta immediatamente bocciata dal Cda di Endesa, che si schiero' poi a favore della controproposta di E.On, pero' mai digerita dal governo spagnolo. L'ingresso di Enel e Acciona e il successivo abbandono di E.On, a cui sono comunque andati asset in Spagna, Francia e Italia dal valore di 10 miliardi di euro, hanno di fatto messo la parola fine alla contesa. Con la conclusione positiva dell'Opa, il cui regolamento e' atteso in Spagna il 10 ottobre e negli Usa immediatamente a seguire, si sono verificate tutte le condizioni poste da Enel e Acciona al lancio dell'offerta, hanno infatti spiegato i due gruppi. Rimane un ultimo sassolino nella scarpa: il ricorso presentato al Ministero dell'Industria spagnolo contro i paletti posti dall'authority energetica spagnola, Cne. Il ministero guidato da Joan Clos ha tempo fino al prossimo 3 novembre per esprimere la propria opinione, dopo che l'Ue ha gia' bocciato tali misure, in quanto ''violano il diritto comunitario''. In base ai termini dell'offerta, Acciona potra' ora salire dall'attuale 21,3% al 25%, mentre le restanti azioni finiranno in capo ad Enel, la cui partecipazione in Endesa si attestera' cosi' al 67,06%. Una quota che corrisponde ad un esborso complessivo di 27 miliardi di euro, rappresentando di fatto la piu' grande acquisizione italiana all'estero dopo che Unicredit si era fermata a 24 miliardi per rilevare Hvb. Successivamente, sulla falsariga di quando successo in Edison con Edf, verra' costituita una 'newco', in cui confluiranno il 50% piu' un'azione del capitale Endesa, con il 25% di Acciona ed il 25% piu' un azione da parte di Enel. Il controllo della Newco sara' per il 50% piu' un'azione in mano agli spagnoli, che nomineranno il presidente, mentre il resto andra' ad Enel, insieme alla nomina dell'amministratore delegato. Alla prima assemblea utile, la 'newco' avra' quindi la maggioranza del capitale di Endesa e ne eleggera' presidente e a.d., di nuovo rispettivamente a nomina spagnola e italiana, e consiglieri, equamente divisi fra Enel e Acciona. Decorsi tre anni, Acciona potra' utilizzare un'opzione put sulla propria partecipazione in Endesa e lasciare di fatto il controllo del gruppo ad Enel, che comunque, almeno all'inizio, conservera' una quota del 42% di partecipazione diretta in Endesa. Nel caso in cui Acciona decidesse di vendere la propria partecipazione ad Enel, la societa' italiana potrebbe decidere di rimettere parte della propria quota sul mercato in modo da ripristinare parte del flottante, ora fermo all'8%. (ANSA).(17:51:00 05/10/2007)

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