Dati di chiusura

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Chiusura negativa per i mercati azionari europei: a Milano il Mibtel ha perso lo 0,75%, a Francoforte il Dax ha ceduto l'1,31%, a Londra il Ftse100 ha registrato un -0,42% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un -1,48%. Dopo avere trascorso la prima parte della seduta con i principali indici in rialzo, i listini del Vecchio Continente hanno invertito rotta nel pomeriggio in seguito ai deludenti dati di luglio sul mercato del lavoro americano: il tasso di disoccupazione è salito al 4,6% e i nuovi posti di lavoro creati hanno mancato le attese attestandosi a 92 mila unità. Tali statistiche hanno alimentato le preoccupazioni delle ultime settimane legate alla crisi dei mutui subprime negli Usa; in particolare gli operatori temono che le difficoltà di questo settore possano compromettere la crescita economica. Non sono state di aiuto le notizie sullo stato di salute di due importanti società Usa attive nel comparto dei mutui: Accredited Home non ha escluso il rischio di fallimento e American Home Mortgage ha annunciato la chiusura della maggior parte delle attività. Tale contesto ha nuovamente penalizzato a Piazza Affari i titoli finanziari (banche e assicurazioni) e quelli delle società maggiormente indebitate. Si spiegano così i ribassi registrati da Bca Pop Milano (-2,14%), Generali (-1,33%), Seat PG (-2,42%), Atlantia (-1,21%) e Lottomatica (-1,28%). Tra i bancari ha perso terreno anche Unicredit (-0,70%) nonostante gli ottimi conti semestrali presentati: l'utile netto è aumentato del 16% a 3,6 mld di euro. Hanno chiuso in controtendenza Fastweb (+0,65%) e Benetton (+3,19%) dopo la presentazione dei risultati trimestrali. La società telefonica ha annunciato il ritorno all'utile nel secondo trimestre, mentre il gruppo di abbigliamento ha registrato un miglioramento dei margini e ha rivisto al rialzo le stime di crescita dei ricavi per l'intero anno. Si è conclusa un'altra giornata pesante per i petroliferi: Eni ha perso l'1,56% e Saipem l'1,43%. I timori sullo stato di salute dell'economia americana hanno contribuito al netto rafforzamento dell'euro rispetto al dollaro: il cambio è tornato a testare quota 1,38. (17:59:12 03/08/2007)