Dati di chiusura

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Chiusura contrastata per i mercati azionari europei: a Milano il Mibtel ha perso lo 0,19%, a Francoforte il Dax ha messo a segno un +0,29%, a Londra il Ftse100 ha registrato un +0,96% e a Parigi il Cac40 ha archiviato un +0,77%. I listini del Vecchio Continente hanno tratto beneficio dalle incoraggianti indicazioni arrivate dalle trimestrali americane, con JP Morgan, Intel e Yahoo che hanno annunciato risultati superiori alle previsioni. Dal fronte macroeconomico statunitense sono arrivate statistiche contrastanti: le costruzioni di nuove case sono diminuite a settembre del 10,2% a 1,991 mln di unità (si tratta del peggiore dato dal 1993) confermando il forte rallentamento del mercato immobiliare, mentre i prezzi al consumo non hanno segnalato particolari tensioni (+0,3% il dato complessivo e +0,2% il dato core) nonostante il rally del petrolio. Piazza Affari ha risentito delle prese di profitto scattate sui petroliferi, nonostante il prezzo del greggio a New York abbia superato anche gli 88 dollari al barile: Eni ha perso lo 0,86% e Saipem l'1,31%. Tra i bancari spicca il calo di Unicredit, che ha terminato la seduta con un -1,01%: il gruppo ha confermato che la posizione creditoria netta nei confronti dei clienti che hanno sottoscritto contratti derivati ammonta a 1 mld di euro. Hanno chiuso in rialzo i titoli del cemento e quelli delle società di costruzioni: Buzzi Unicem ha guadagnato l'1,13%, Italcementi l'1,40%, Impregilo il 3,53% e Astaldi il 5,05%. Tra i tecnologici Stm ha messo a segno +1,09% sulla scia dei brillanti conti trimestrali presentati da Intel. Le vendite hanno interessato i telefonici: Telecom Italia ha ceduto lo 0,97% e Fastweb lo 0,71%. Sul mercato valutario l'euro si è riportato sopra quota 1,42 contro il dollaro dopo i dati macroeconomici americani. (17:58:13 17/10/2007)