Cosa faranno le borse? Per saperlo basta seguire l'andamento dell'indice CRB

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Il CRB punta al rialzo. Implicazioni positive per le borse e negative per i bondPer capire se in vista c'è una nuova ondata di rialzi sulle borse sarà interessante seguire l'andamento dell'indice delle commodities CRB.Da circa sei settimane il CRB sta lottando per superare in modo netto al rialzo la media a 200 sedute, violata al ribasso lo scorso agosto. Il successo oltre questa resistenza mobile, soprattutto se seguito dal superamento di area 320, dove transita la linea congiungente i massimi di novembre 2006 ed aprile, invierebbe un forte segnale rialzista, se non di inversione del trend negativo visto dai massimi del 2006, almeno di avvio di una correzione estesa. In base alla ampiezza del (per ora potenziale) testa spalle rialzista tracciato dai minimi di ottobre oltre area 320 i prezzi potrebbero procedere al test di quota 350/55 almeno. La realizzazione di uno scenario di questo genere contrasterebbe in parte con le aspettative maturate dai mercati riguardo il comparto delle merci negli ultimi mesi. Da molte parti infatti si è evocato lo spettro di una diminuzione della domanda a seguito di un rallentamento del ciclo (ad esempio da parte della Cina per quello che riguarda in particolare i metalli non ferrosi) che, se confermato, dovrebbe agire sui prezzi in direzione opposta rispetto a quella del testa spalle. Tali aspettative, di uno sgonfiarsi di strumenti, come ad esempio lo zinco ed il rame, che hanno corso molto negli ultimi mesi, si rivelerebbero corrette se il testa spalle del CRB venisse negato, con prezzi al di sotto di area 290. In quel caso la fase vista dai minimi di ottobre 2006 si dimostrerebbe una semplice pausa del trend ribassista in atto da inizio anno, che sarebbe quindi pronto per proseguire, con obiettivo verso area 275 almeno, se non 255, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci relativo al rialzo dai minimi di fine 2001. L'investitore domestico che volesse scommettere su di una ripresa del comparto delle merci potrebbe rivolgere la sua attenzione all'ETF "Lyxor ETF Commodities CRB (Reuters/Jefferies CRB Index). Questo ETF è un Fondo di diritto francese, gestito da Lyxor Int. A.M. (gruppo Société Générale), che ha l’obiettivo di replicare la performance dell’indice benchmark di riferimento (Reuters/Jefferies CRB TR) grazie ad una "gestione totalmente passiva". L’indice Reuters/Jefferies CRB TR è un indice Total Return composto da futures sulle seguenti 19 materie prime: Argento, Nichel, Caffè, Cacao, Oro, Bestiame, Nafta da riscaldamento, Suini Magri, Petrolio Greggio WTI, Benzina senza piombo, Soia, Mais, Grano, Gas Naturale, Rame, Alluminio, Cotone, Zucchero e Succo d’arancia. La resistenza chiave si colloca per questo strumento a 22,50 circa, quota oltre la quale sarebbe lecito attendersi un rialzo verso area 25 circa. Segnali di pericolo verrebbero invece al di sotto di area 21. Uno scenario che vedesse effettivamente la ripresa del comparto delle merci e quindi la salita dell'indice CRB o dell'Etf ad esso collegato oltre le resistenze indicate dovrebbe rispecchiare una evoluzione positiva delle borse. I listini trovano infatti già abbastanza motivi di rialzo nell'incessante attività di fusione ed acquisizione che interessa un po' tutti i comparti sulle due sponde dell'Atlantico, e se gli operatori potessero contare anche su di un miglioramento delle aspettative sul fronte degli utili, sostenuti da una ripresa economica sana, sarebbe quasi scontato assistere ad una nuova fase espansiva per le azioni. Fase di crescita che sarebbe invece accompagnata da un calo sul fronte dei bond governativi. Del resto il grafico del future sui T-bonds e quello del CRB sono sostanzialmente sovrapponibili se uno dei due viene disegnato con scala inversa (cioè i due mercati tendono a muoversi all'opposto), anche se a volte con lievi ritardi uno rispetto all'altro. E se i T-Bonds per il momento viaggiano ancora nell'ambito della fase laterale disegnata a partire dal top dello scorso settembre, e solo in caso di discese sotto area 109 confermerebbero l'ipotesi ribassista, il Bund future ha invece inviato un pesante segnale ribassista in avvio della scorsa ottava, scendendo sotto la base della fase laterale disegnata nell'ultimo mese circa in ara 113,50, a sua volta appoggiata sul doppio minimo di maggio e luglio 2006. A meno di un pronto recupero al di sopra dei 115 punti il destino del Bund sembra destinato ad evolvere al ribasso, verso i supporti di area 108/109 almeno.