CONSOB:STRETTA SU CARO-COMMISSIONI BANCHE, TROPPI PATTI

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(ANSA) - MILANO, 9 LUG - Si avvicina la stretta Consob sulla politica delle banche italiane di 'spingere' la vendita allo sportello dei prodotti finanziari con commissioni piu' alte o delle proprie obbligazioni, anche se queste rendono meno dei Titoli di Stato. L'arma che permettera' alla commissione di scardinare l'uso di tali pratiche, che hanno provocato gravi danni all'industria italiana del risparmio gestito e la disaffezione dei consumatori, sara' l'arrivo della 'rivoluzione copernicana' rappresentata dalla direttiva Mifid. Recepita nei giorni scorsi dal consiglio dei ministri e in vigore dal prossimo primo novembre. Uno strumento evocato piu' volte nella relazione sull'anno 2006 tenuta oggi dal presidente Cardia di fronte a oltre 400 esponenti della politica e della finanza. L'introduzione della Mifid permettera' di mettere i risparmiatori al centro dell'attenzione delle banche e assicurazioni spezzando il legame, a volte pernicioso, e il conflitto di interesse latente fra fabbrica e rete distributiva di proprieta' dello stesso gruppo bancario. Una situazione che, secondo Consob, ha permesso alle banche di realizzare ricavi importanti nel 2005 spingendo la vendita di obbligazioni strutturate, con maggiori rendimenti e rischi e con commissioni up-front (di ingresso) piu' elevate. Sulla separazione, sottolineato piu' volte dal governatore di Bankitalia Mario Draghi, la Mifid non fornisce obblighi ma rimette alla responsabilita' degli intermediari che per la verita' in Italia hanno iniziato a muoversi si questa strada come realizzato ad esempio di recente dal gruppo Mps.- EFFICACE SISTEMA SANZIONI MA DIVULGARE NOMI DI CHI PATTEGGIALo scorso anno, reduce dalla dura lotta ai 'furbetti del quartierino' Cardia aveva chiesto piu' poteri e norme per combattere le illeciti, richieste in gran parte accolte e che gia' danno i primi frutti sul fronte delle sanzioni (cresciute a 11,7 milioni di euro) e dei sequestri (40 milioni) anche se, secondo il presidente, va corretto il sistema delle oblazioni che permette di 'patteggiare' e pagare una sanzione senza che che la cosa sia resa pubblica, evitando cosi' la 'gogna mediatica'. Uno strumento cui hanno fatto largo uso, per 6 milioni di euro, i protagonisti delle scalate del 2005 come Gnutti, Fiorani o Ricucci. Consob punta inoltre a una sempre maggiore vigilanza preventiva, con la magistratura che dovrebbe intervenire solo in seconda battuta e nei casi piu' gravi.- MENO PIRAMIDI MA PATTI SINDACATO INGESSANO ANCORA BORSALe operazioni di fusione hanno ridotto il numero di sistemi piramidali e 'scatole' cinesi ma il peso del fenomeno, tutto italiano, dei patti di sindacato nel 2006 e' passato dal 16,5 al 22,3% della capitalizzazione complessiva della Borsa di Milano rendendo minore la contendibilita'.- PARLAMENTO DECIDA FRA ITALIANITA' E TUTELA INVESTITORIDi fronte all'ondata protezionista che ha investito l'Europa con elenchi di settori 'strategici' intoccabili, l'Italia puo' vantare l'efficacia del Tuf e della sua impostazione liberista, in grado di tutelare gli investitori e la trasparenza del mercato. Va quindi salvaguardata la soglia del 30% dell'opa, ora in discussione. E' compito comunque di governo e Parlamento di conciliare ''lo sviluppo del mercati'' e il ''controllo di settori o attivita' strategici'' valutandone pero' ''l'impatto sulla tutela degli investitori''.- BOOM DERIVATI, RISCHIO OPACITA' DA PRIVATE EQUITYL'uso degli strumenti derivati aumenta costantemente, in specie, da parte delle banche, ma in Italia resta ancora limitato. Il fenomeno e' sotto la lente delle autorita' di vigilanza. Attenzione anche ai fondi di private equity e agli hedge funds protagonisti assoluti delle recenti cronache finanziarie. Seppure rendano piu' dinamico il mercato, portano rischi di ''opacita' e minore efficacia della disciplina del governo societario''.(ANSA).(19:30:00 09/07/2007)