CAMBI: EURO SENZA FRENI, ORA MERCATO PUNTA SU 1,50 DLR/ANSA
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Le quotazioni del dollaro continuano a franare, con il supereuro oggi volato ad un nuovo record sopra 1,37 e la sterlina ai massimi dal 1981. E i trader sono pronti ad acquistare euro anche a questi livelli, convinti che il biglietto verde sia deciso a scivolare fino alla soglia degli 1,50, soppiantato da altre valute come divisa di riferimento a livello globale. In un mercato agitato dallo scivolone di circa l'1,5% degli indici di borsa a Wall Street, dai timori che la crisi de mutui 'subprime' abbia finora mostrato soltanto la punta dell'iceberg e dal petrolio record vicino ai 100 dollari, il dollaro e' sceso oggi fino a 1,4731: un livello mai visto dall'euro non solo dalla creazione della divisa unica, che risale al gennaio 1999, ma anche in assoluto, se si prende in considerazione il valore teorico dell'euro prima della sua nascita, che aveva toccato il suo massimo storico a 1,4557 dollari nel 1992. E oltre che contro la sterlina, il biglietto frana anche sul dollaro canadese (ai minimi dall'abbandono dei cambi fissi nel 1950) e dello yuan, salito ai massimi da quando il cambio e' diventato fluttuante, due anni fa. E se Michael Woolfolk, senior strategist di Bank of New York Mellon che scommette sul raggiungimento di 1,54 entro giugno, parla di ''una crisi di fiducia'' per il biglietto verde'', in Cina ci vanno ancora piu' pesanti: oggi Xu Jian, un vice direttore della banca centrale cinese, ha segnalato che il Paese intende diversificare le proprie riserve, che ammontano a qualcosa come 1.400 miliardi di dollari perche' il dollaro sta ''perdendo il suo status di valuta mondiale''. E dagli ambienti politici cinesi viene l'invito a saltare su altre divise, ora che la corazzata del dollaro sta segnando il passo. ''Favoriremo valute piu' forti e ci regoleremo di conseguenza'', ha detto Cheng Siwei, un esponente politico di spicco. Proprio dalla Cina, del resto, e' arrivato il colpo fatale che ha innescato nuovi ordini di vendite ai danni del biglietto verde: nei cinque mesi ad agosto gli investitori cinesi hanno ridotto del 5% le loro attivita' investite nei titoli di Stato americani, portandole a 400 miliardi di dollari. Il deprezzamento del dollaro, infatti, pur non osteggiato dalle autorita' Usa (la svalutazione aiuta le imprese americane), sta accadendo ad un ritmo cosi' veloce da spaventare gli investitori. E come se non bastasse, a spingere ulteriormente al ribasso il biglietto verde ci ha pensato il presidente della Fed di Saint Louis William Poole, evocando nuovi tagli dei tassi se la crisi 'mattone' negli Usa dovesse indebolire ulteriormente l'economia. Un quadro che, anche se serve a tenere sotto controllo i prezzi dell'energia (con il petrolio a quasi 100 dollari il supereuro e' una manna) e quindi aiuta a combattere l'inflazione, piace sempre meno ai leader europei, pressati dal settore industriale che esporta meno. Oggi il presidente francese Nicholas Sarkozy ha avvertito il Congresso Usa che il ''disordine monetario'' rischia di portare a ''una guerra economica''. E Pierluigi Bersani, ministro delle Attivita' produttive, ha detto che ''siamo su una soglia un po' troppo alta dove gli equilibri internazionali possono avere qualche ripercussione'', anche se ''queste sfide vanno affrontate anche perche' ci dovremmo abituare ad un euro forte''. (ANSA). (20:27:00 07/11/2007)

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