ALITALIA: INTESA IN AIRONE RAFFORZA OPZIONE TRICOLORE/ANSA
(ANSA) - ROMA, 3 NOV - La disponibilita' di Intesa Sanpaolo ad entrare nel capitale con una quota di minoranza nell'operazione Alitalia-AirOne potrebbe essere la marcia in piu' di Carlo Toto nella corsa alla privatizzazione della ex compagnia di bandiera. Rispetto ai candidati stranieri Air France-Klm, Lufthansa e Aeroflot, di cui il numero uno dell'Alitalia, Maurizio Prato, ha deciso di sondare l'interesse, AirOne sarebbe non solo un partner industriale (e' la seconda compagnia aerea italiana) a cui Prato sta dando la caccia ma garantirebbe l'italianita' della compagnia, un paletto della gara fallita nel luglio scorso ma leit motiv ormai sempre piu' battuto da esponenti di governo, dal vicepremier Francesco Rutelli, ai ministri delle infrastrutture e dei trasporti Antonio Di Pietro e Alessandro Bianchi. E il coinvolgimento di altri importanti istituti di credito - in via di definizione da parte dei management di Intesa Sanpaolo e di Ap Holding (che controlla AirOne) - fa immaginare una consistente disponibilita' finanziaria che potrebbe garantire quella ''iniezione di risorse fresche per la ricapitalizzazione'' che Prato ha indicato come ''unica strada per salvare Alitalia'', perche' l'alternativa e' ''il rischio di portare i libri in tribunale''. Ad un aumento di capitale sembrerebbero meno disponibili le due compagnie europee ritenute piu' forti fra quelle in corsa, cioe' Air France-Klm e Lufthansa: la prima punterebbe ad uno scambio azionario e per la seconda Alitalia costerebbe troppo. Le due non avrebbero almeno finora, come Aeroflot, il partner italiano. Anche se Lufthansa, che ha un accordo commerciale con AirOne, potrebbe essere coinvolta nell'operazione consentendo ad Alitalia l'ingresso in una grande alleanza evitando di relegarla a vettore di piccolo calibro. C'e' da vedere, poi, quale partner industriale proporra' l'altro candidato tricolore, la cordata messa insieme dall'ex presidente della Corte costituzionale e della Rai Antonio Baldassarre. E Alitalia ha un assoluto e immediato bisogno di questa iniezione di liquidita' perche', al ritmo di oltre un milione di euro di perdite al giorno, l'attuale cassa e' sufficiente a garantire la continuita' aziendale oltre dodici mesi, ma in assenza di significative criticita' e in previsione - secondo il piano industriale 2008-2010 di ''sopravvivenza-transizione'' - di monetizzare entro il 2007 asset non strategici. E' forse anche per la definizione dell'architettura finanziaria del coinvolgimento delle banche nel progetto di Toto che Prato ha via via fatto slittare dal 10 al 15 e poi al 20 novembre la scadenza per portare all'azionista Tesoro (che ha il 49,9% del capitale Alitalia, di cui vuole cedere il controllo) il nome del prescelto. Ma lo slittamento della scadenza potrebbe dipendere anche dai termini in cui il ministero dell'Economia intende modificare il decreto di privatizzazione dell'Alitalia, (che garantira' comunque l'imparzialita' della scelta), che potrebbe essere esaminato nel prossimo Consiglio dei ministri o in quello successivo. (ANSA).(19:03:00 03/11/2007)

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